Internet ed i siti giudicanti come Tripadvisor

Internet ed i siti giudicanti come Tripadvisor

Siamo in Italia, fine settembre 2016. I mass media ci mettono sotto gli occhi una delle tragedie (suicidio di una giovane donna) a causa della diffusione in rete di un video osé e delle ripercussioni mediatiche sulla sua immagine. Non vogliamo entrare dentro questo dramma per rispetto della protagonista e delle vittime che l’hanno amata e che sono ancora stordite dal dolore.

Tuttavia il pensiero va alla violenza della comunità virtuale che può esercitare un potere diffamatorio e distruttivo, superiore a quello esercitato dai singoli. In sociologia il tema è noto: il gruppo può rafforzare ed esaltare le opinioni o i comportamenti degli individui, grazie ad una sorta di legittimazione, di esaltazione o di consenso.

Fenomeni come il nazismo, o altre dittature di destra o di sinistra, ce lo hanno ampiamente dimostrato nella storia. Ora ci troviamo di fronte ad una nuova dittatura che è quella del web.

Chi posta su un sito il proprio commento su qualcosa e trova la strada aperta da assenza di censura, prova una specie di esaltazione che può compensare la sua scarsa autodeterminazione e l’inconscio autoritarismo nella vita reale. Spesso una persona timida, che magari non ha mai trovato il coraggio di esprimere apertamente una critica, percepisce un terreno di tolleranza sul web e si lancia contro la vittima mediatica con improperi e commenti svalutanti. In fondo le sue parole non si discostano da quelle di tanti altri che sullo stesso sito hanno postato il loro linciaggio.

Non sempre lo scopo è distruggere la vittima mediatica ma piuttosto mettersi in mostra, gonfiando il petto o proiettare sulla vittima la propria rabbia o ancora dare sfogo ad un’invidia repressa o trasformare al propria paura del giudizio degli altri in forza giudicante e distruttiva…

Si potrebbe continuare all’infinito, secondo i suggerimenti della psicologa, e già questa sarebbe una chiave di lettura per capire il successo di siti come Tripadvisor.

Ma perché chi posta il proprio giudizio negativo su ristoranti o alberghi, dicendone il peggio possibile, senza alcuna ragione, trae una notevole soddisfazione? Perché si sente forte anche se non esce di casa, come altri che si possono permettere di viaggiare e di frequentare, appunto, ristoranti e alberghi.

C’era un tizio che aveva lavorato come cuoco per una trattoria molto rinomata, era stato licenziato e nei mesi successivi si era divertito a criticarne il menù o la sua lista dei vini che conosceva a memoria, fingendo di essere un cliente o un padre di famiglia che lamentava la delusione di moglie, figli e suoceri per il “cattivo” dessert. Peccato che nel frattempo c’erano stati dei cambiamenti al menù, ad opera del gestore, ed il linciaggio quotidiano dell’ex dipendente aveva svelato se stesso come vero responsabile dei commenti inautentici.

Tripadvisor  ha fornito un alibi a molti detrattori virtuali. Un certo Paolo, in difficoltà economiche, controllava ogni giorno su Tripadvisor le frequentazioni ai ristoranti di Ezio un ex compagno di classe, dedito alla vita mondana. Quanto più questo esprimeva il suo consenso alle proposte culinarie di vari ristoranti, di cui era cliente abituale, tanto più Paolo criticava tutto senza pietà , fingendosi un cliente più esperto e raffinato di Ezio.

Conclusione, nel momento in cui uno chef, piccato e offeso, aveva cominciato a rispondere difendendo le sue creazioni culinarie, Paolo è sparito, svelando la mala fede e la scarsa competenza reale sull’arte del cucinare.

E poi ci sono tutti gli altri , clienti veri, frustati dalla vita e dalle difficoltà economiche che vorrebbero mangiar bene e non pagare. Questi non si  lamentano mai al ristorante ma, dopo aver ben mangiato e ben bevuto, rimuginano a casa e magari si vendicano su Tripadvisor, così, tanto per togliersi uno sfizio.

Naturalmente ci sono anche coloro che usano Tripadvisor credendoci, scrivono giudizi favorevoli e sfavorevoli, quasi sempre giustificati. Magari sono anche gentili nel postare la critica e fanno precisi riferimenti alla data di accesso al locale ed ai cibi gustati.

A questi va un plauso perché le loro critiche sono costruttive e stimolanti, tuttavia esse sembrano essere solo una piccola minoranza, non rappresentativa di ciò che oggi è diventato TripAdvisor: e cioè un sito che scatena e dà diritto di espressione ad un’umanità affetta da una scontentezza  cronica, che purtroppo poco ha che vedere con il cibo.

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